Amouth – intervista

Fire Alive incontra gli Amouth, band post metal-sludge di Arezzo.

1. Ciao ragazzi, presentatevi ai lettori di Fire Alive!
Ciao a tutti!
Gli AMOUTH nascono nel 2011 dall’evoluzione di un progetto musicale differente.
Terminate le registrazioni di AWAKEN, Danilo e Tommaso hanno lasciato il gruppo.
Ad oggi AMOUTH è Gabriele, Lorenzo, Luca e Lorenzo.

2. Amouth: un nome a mio avviso veramente ricercato!
Spiegateci come siete arrivati a questa scelta.
In realtà il nome non ha alcun significato particolare, ma ci piaceva molto come suonava e il fatto che fosse facile da ricordare. Letteralmente Amouth significa bocca, con una A davanti.

3. Come descrivereste il vostro sound a chi ancora non vi conosce?
Il nostro è un suono oscuro e potente, muri di chitarre post hardcore e volumi da sangue alle orecchie.

4. Parliamo adesso di “Awaken”: quanto tempo avete dedicato alla stesura dei pezzi?
Quanto invece il tempo impiegato in studio? Etichetta?
Abbiamo dedicato moltissimo tempo alla scrittura dei pezzi del disco; ci siamo chiusi in studio per più di un anno partendo praticamente da zero.
Non ci siamo dati una data di termine o dei “canoni” da rispettare, abbiamo semplicemente fatto quello che ci piaceva prendendoci tutto il tempo che volevamo.
Una volta finito l’arrangiamento abbiamo iniziato a registrare il disco nel nostro studio (Fudo Recording Studio).
Le registrazioni sono durate circa 3 mesi, perché anche in questo caso abbiamo voluto fare tutto con estrema calma, provando e riprovando differenti set up di strumenti e microfoni prima di registrare effettivamente.
Abbiamo prodotto, registrato e mixato tutto il disco da soli, mentre per il mastering ci siamo affidati ad uno studio esterno; tutto questo è stato fatto senza avere alcuna etichetta a supporto, ma semplicemente la voglia di realizzare un buon disco.
Per quanto riguarda la stampa del vinile, fuori fra poche settimane, hanno collaborato Shove Records, Indelirium, Oceano, Drown Within, Dingleberry e Time as a Color.

amouth_post_metal_2014_arezzo

5. Ciò che di voi mi ha maggiormente colpito sono state sicuramente l’originalità e l’unicità dei pezzi: quali sono le bands e gli ascolti che influenzano il vostro stile?
Ognuno di noi ascolta generi musicali totalmente differenti, in periodi diversi, e questo contamina positivamente tutto quello che componiamo al momento.
AWAKEN è nato sicuramente dall’influenza di gruppi come Amenra, Neurosis, Cult of Luna e Isis.

6. Complimenti anche per l’artwork della copertina; c’è un concept dietro?
Chi ha lavorato al layout del disco e al vostro merchandising?

L’artwork del disco è stato disegnato da Gabriele (chitarra e voce).
In realtà non c’è un particolare messaggio dietro la grafica di AWAKEN, ma piuttosto un invito ad interpretarla.
Il fatto che un disegno potesse suscitare diverse sensazioni in persone differenti ci affascinava molto.
L’artwork del disco è stato poi ripreso sia per il merchandise di maglie e borsette che per il cofanetto in legno marchiato a fuoco, che è stato realizzato in tiratura limitata di 200 copie da Handy Lab Packaging, una piccolissima realtà aretina che realizza laserature e maschiature a fuoco su legno e carta.

7. Come vedete la scena italiana? Come vanno le cose dalle vostre parti?
Io credo che ci siano tantissime bands valide ma ancora troppo poco pubblico capace di valorizzare
i gruppi e considerarli alla pari di chi si è già affermato in generale… concerti vuoti e scena di nicchia sono una naturale conseguenza, siete d’accordo?

Secondo noi ci sono un sacco di realtà più che valide al momento, il cui lavoro viene totalmente eclissato dall’élite dei gruppi e delle etichette che si sono ormai affermate.
Molte persone precludono a priori qualsiasi possibilità se non hai un nome importante alle spalle, troppo spesso senza nemmeno ascoltare quello che si ha da dire.
In questa situazione non si può parlare di alcuna “Scena”, Scena è fatta dalle persone umili e disponibili che al gruppo di ragazzetti rimediano comunque uno spazio, il tizio che mette da parte i cinquanta euro per farti stampare 10 vinili in più, chi si macina i chilometri e chi ci va a rimessa, per fare in modo che dell’ottima musica raggiunga sempre più gente possibile.

8. Siete già usciti dall’Italia? Se si parlatecene.
Se ancora non lo avete fatto, sarà nelle prossime future vostre intenzioni?

I due nuovi arrivati hanno più esperienza a riguardo, sono già stati più di una volta in giro per l’Europa con un vecchio progetto musicale.
La situazione è molto differente, non importa a chi chiedi o quale sia il tuo nome, dalla super etichetta al gruppo più sconosciuto hanno tutti qualcosa da dire, e nella più spiacevole delle ipotesi è un semplice NO; trovare persone a cui piace la tua musica e che hanno piacere ad aiutarti è veramente cosa da poco.
Per quanto riguarda noi AMOUTH, stiamo già organizzando il nostro primo tour fuori dall’Italia verso la fine del prossimo mese di luglio.

9. Grazie ragazzi, ci auguriamo con questa intervista di allargare il più possibile la cerchia
dei vostri fans! A voi l’ultima parola!

Vogliamo ringraziare di cuore chi ci ha dato una mano e chi continua ancora a farlo, e voi ragazzi di Fire Alive per il tempo che ci avete dedicato.
Se non avete ancora ascoltato il disco adesso non avete più scuse, lo trovate in free download qui: amouth.bandcamp.com
Grazie ancora, a presto!

Amouth