Disclose Interview

Con “Survive?” i Disclose hanno dato seguito – a distanza di qualche anno – a un debutto che aveva impressionato la critica. Abbiamo incontrato M.V., cantante ed ex membro degli storici Browbeat.

1. Nella mia recensione ho aperto ponendo una domanda: il nu-metal è morto? Bene a questo punto vi propongo la medesima domanda a voi!
Di certo non so se il nu-metal è morto ma nel caso lo fosse, l’avrebbero fatto morire i giornalisti e i recensori perchè è ed è sempre stata l’ennesima etichetta inventata da loro. Comunque finchè ci sono ancora in giro band che si presume abbiano inventato questo genere (vedi Korn), penso che ancora “Survive”.

2. Avendo apprezzato molto i vostri trascorsi nei Browbeat ascoltando “Survive?” Mi sono chiesto quale fosse la vera anima di voi, quella più oltranzista dei Browbeat o quella più espressiva dei Disclose. Sono arrivato quindi a giudicare questo nuovo corso come la totale liberazione di ogni vostro lato artistico. Siete d’accordo? Il progetto Browbeat in qualche modo limitava il vostro modo di intendere musica?
Per quel che mi riguarda non vedo nessun accostamento con i Browbeat, mi è rimasta sicuramente l’attitudine, soprattutto dal vivo, ma il progetto Disclose mi ha permesso semplicemente di esprimermi a 360 gradi. Ciò non toglie che io non abbia smesso di ascoltare il genere che facevo con i Browbeat…

3. Certo è che di tempo tra un disco e l’altro ne avete fatto passare molto.
Non pensate che con la frenesia di oggi nel partorire dischi a catena si corra il rischio
di venir posti nell’anonimato dovendo ricominciare tutto da capo?

Hai perfettamente ragione ma purtroppo abbiamo dovuto affrontare vari problemi di carattere personale, di line-up ed economici che ci hanno dilungato i tempi in maniera eccessiva.

4. In “Survive?” troviamo la continua alternanza tra brani nu e il rock (sinceramente questa tattica mi ha portato alla mente i primi Incubus), quanto è stato difficile far quadrare il tutto una volta entrati in studio? Calibrare i brani in modo da non avere alti e bassi e via dicendo…
Credo sia stato il frutto di una accurata ed estenuante preproduzione e ovviamente è stato fondamentale il supporto e la consulenza artistica dei produttori.

5. Quanto tempo vi è occorso per comporre e dare vita al nuovo disco?
Come ti dicevo prima, proprio a causa dei problemi che abbiamo avuto, penso che la composizione e la produzione dei pezzi dell’album si siano spalmati su circa un paio d’anni e forse qualcosa in più…

7. Quali dischi hanno in qualche modo influenzato “Survive?” a vostro avviso?
In questo caso secondo me, come per il primo album, parliamo semplicemente dell’incontro di quattro musicisti d’esperienza che hanno quattro gusti e provenienze musicali differenti e penso che nel disco si possa percepire chiaramente.

8. Ascoltandolo ora c’è qualcosa che cambiereste potendo tornare indietro?
Forse il suono della chitarra l’avrei appesantito ma alla fine è stata una scelta giusta e ponderata tra noi e i produttori.

9. Siete musicisti attivi da ormai diversi anni e per questo voglio porvi una domanda a riguardo della situazione live in Italia: sbaglio o oggi è molto più difficile trovare date rispetto a qualche anno fa?
A cosa è dovuto tutto ciò?

Purtroppo con la crisi discografica degli ultimi anni tutto è peggiorato a tal punto che adesso si è arrivati che bisogna pagare per suonare e non lo trovo giusto! Credo che a causa di questa crisi, alcune label, agenzie di booking e di management si siano messi d’accordo per incassare più soldi possibili dalle band medio-piccole che vogliono concludere qualcosa a tutti i costi e quindi ne hanno approfittato! Poi credo che negli ultimi anni la gente è poco attiva e ha poca voglia di andare ai concerti, anche di andare a vedere i propri amici che suonano… Ma su questo non ti so dire il perchè… Sarà la nuova generazione un po’ sfaticata forse.

10. Visto che le reunion vanno molto di moda, c’è qualche possibilità di rivedere all’opera i Browbeat?
Veramente nel 2008 ho organizzato io stesso una reunion di due date e mi dispiace che ve le siate perse! Dopo però è finita lì perchè mi sono accorto che certi elementi erano troppo cambiati per poter avere un futuro in comune. Comunque se vi interessa, e ne approfitto per fare pubblicità, prenderà corpo in estate un mio progetto con un altro ex Browbeat chiamato Keep The Promise che riprenderà in chiave moderna le sonorità dei Browbeat. Rimanete sintonizzati!

11. Cosa vi rende maggiormente orgogliosi di questo nuovo corso chiamato Disclose?
Penso che Disclose sia un progetto estremamente funzionante, indipendentemente dalle numerose etichette che la stampa abbia sempre voluto attribuirci perchè la vera essenza e anima di questa band vengono espresse in maniera esplosiva e coinvolgente ai concerti!

12. Quanto conta oggigiorno avere un’etichetta e la giusta promozione per una band?
Credo che avere dietro al tuo lavoro una figura professionale, seria e onesta sia tutto! Purtroppo sempre a causa della suddetta crisi, sono affiorate nel mondo discografico e manageriale delle figure losche e senza scrupoli pronte a succhiarti quel poco denaro che hai a disposizione da investire nella tua band facendo finta di lavorare per te… Per fortuna noi ci stiamo trovando molto bene sia con l’etichetta che con l’agenzia promozionale.

13. Chiudete a vostro piacimento!
Quello che posso dirvi è di venire a vedere un concerto dei Disclose perchè spaccare il culo è l’unico vero nostro obiettivo principale! A presto!

Disclose

Alessandro Brambilla