Drittarcore: i rapper di CasaPound

I rapper di CasaPound sono anche peggio di quello che credi

Mentre nel mondo reale il rap continua a dare voce alle minoranze, a Roma i Drittarcore cercano di usarlo per tutt’altro scopo.

L’estrema destra italiana, come del resto quella di tutto il mondo, è alla disperata ricerca di far passare il proprio messaggio razzista, nazionalista e, vorrei dire, anacronistico (se non fosse terribilmente attuale) in ogni modo possibile. Il suo metodo di diffusione preferito è quello dei meme, seguito a stretto giro da fake news e falsità storiche, poi dall’appropriazione culturale e, in ultima istanza, da musica perlopiù inascoltabile (e non sto parlando solo dei testi raccapriccianti).

Abbiamo pensato varie volte di parlare della musica dell’estrema destra italiana su queste pagine, ma, un po’ per non fare pubblicità alle loro posizioni e un po’ per la disarmante povertà di questa scena, non siamo mai riusciti a scriverne. Ma oggi, purtroppo o finalmente, è giunto quel momento.

L’ultima avventura musicale del fronte CasaPound/Blocco Studentesco è emersa in questi giorni, pur esistendo da diversi anni, con il suo primo video ufficiale su YouTube, intitolato “Difendi Roma”: si tratta dei Drittarcore, di cui non avremmo assolutamente voglia di parlare se non fosse che questo gruppo, anzi, questa crew, invece di fare oi! o black metal o epic metal o folk o industrial (gli unici generi che fino a ieri era concesso suonare agli esponenti di questa parte politica) fa rap. Sì, il rap, la musica più afroamericana della storia dopo gli spirituals degli schiavi nelle piantagioni di cotone. E dire che tanto l’Africa quanto gli Stati Uniti non rientrano tra le simpatie di CasaPound e affini—addirittura, prima che i “fascisti del terzo millennio” comparissero sulla scena politica, la famosa band oi! neofascista romana Dente di Lupo in una sua canzone afferma che “il rap è per i froci / e i negri amici tuoi” (grazie Dente di Lupo, ci avete preso in pieno, è proprio quello che siamo, orgogliosamente).

Ma com’è questo fasciorap? Fondamentalmente sembra una parodia della ODEI Crew, tra boom bap e un muro di synth plasticosissimo che sembra campionato da Gabry Ponte, che scivola in un momento In The Panchine quando uno degli MC pronuncia la rima: “No pray for Paris, qui non siamo in Francia”. “Difendi Roma” sarebbe quasi LOLrap se facesse ridere. Mi aspettavo un’operazione ultra-attuale per conquistare il pubblico giovane, ma immagino che l’autotune sia troppo poco macho per questi legionari. Meglio un collage di frasi fatte sull’eredità dell’Impero Romano e sulla “rappresaglia” contro i “nemici di Roma” che non vengono nominati (a parte Nichi Vendola e “il DASPO di Gabrielli”), innaffiato di rime sulla birra che immagino siano state concepite per sostituire quelle sulla marijuana da zecche che fanno gli altri rapper.

Diciamo la verità: è un grande salto per CasaPound, che con questo video si appropria del genere musicale più amato da chi la odia, ma un piccolo passo indietro per l’umanità.

Potete indirizzare le vostre minacce a Giacomo su Twitter: @generic_giacomo.

Copyright by Noisey