Injury – intervista

Fire Alive ha fatto due chiacchere con i thrasher-metal reggiani Injury…
Resterete seriamente danneggiati, loro stanno tornando, noi vi abbiamo avvisato.
Injury violence!

Di Walter

injury_band_2015

1. Ciao ragazzi presentatevi ai lettori di Fire Alive!
Alle: ciao a tutti teppisti, siamo gli Injury e il nostro scopo nella vita e’ quelli di danneggiarvi seriamente i canali uditivi a furia di thrash metal suonato a volumi improponibili!

2. Come nasce la scelta per il nome della vostra band “Injury”?
Ha il suo perché e sicuramente di forte impatto, complimenti!

Artio: la proposta del nome è stata fatta da me, ho seri problemi di memoria(hahaha)quindi di conseguenza faccio fatica a ricordare i nomi di band underground con nomi troppo lunghi e articolati(problema che credo non essere solo mio quella della memoria, oggi siamo abituati a vivere nella velocità,meno cose teniamo a mente piu cose riusciamo a fare contemporaneamente..insomma viviamo una vita multi-tasking hahaha)quindi ho pensato a un nome corto, veloce, facile da memorizzare ma che rendesse l’idea di cosa provi dopo averci visto Live o aver ascoltato un nostro disco..ti senti ferito, tramortito dall’impatto!

3. Complimenti anche per l’ottima fattura e la qualità sonora di “Dominhate”.
Dove avete registrato? Quanto tempo avete impiegato complessivamente tra la stesura dei pezzi
ed il tempo speso in studio?

Dominhate è stato registrato presso i Domination Studio di Simone Mularoni, ormai una sorta di Guru del mestiere nel Metal “made in Italy” nonché amico personale da diversi anni, ci siamo rivolti a lui perché conosce già ciò che suoniamo e come vogliamo che suoni..per scrivere l’album abbiamo impiegato circa un anno mentre per registrarlo solo una settimana!ma per quanto è figo andare in studio a registrare anche solo per sparare cazzate con Mularoni dovrebbe essere il contrario, una settimana per scrivere l’album e un anno di studio..probabilmente però finiremmo con l’essere ricoverati per alcolismo…

4. Quali sono invece le bands che maggiormente ispirano la vostra musica? Come nasce un pezzo degli Injury?
Artio: solitamente la stesura del pezzo viene da un idea mia e portata poi a completamento con la collaborazione di tutti i componenti della band, Paul e Mibbe per arrangiamenti aggiuntivi e rispettivamente per assoli e basso, Pollo al momento è una New Entry e Alle per tutto ciò che riguarda i Testi. Ci sono però anche canzoni che sono state scritte quasi interamente da Paul come per esempio uno dei nostri pezzi più potenti “Violence Unleashed” oppure “Slaves Of Our Fears”il nostro pezzo più cupo e cadenzato che è stata scritto da Mibbe e in cui il bellissimo assolo è stato composto e suonato da Luca Venturelli dei Mad Maze (i nostri cuginetti 😉 ). Ascoltando un nostro album penso siano facilmente identificabili le band a cui ci ispiriamo maggiormente, le Band di riferimento sono Exodus e Testament e a seguire ovviamente tutte le grandi Band che hanno creato il genere come Pantera, Metallica, Slayer, Sepultura.. questo vale più o meno per tutti i componenti della Band, ovviamente non escludiamo band Death Metal o Heavy Metal..sia mai!! hahaha

5. Come siete entrati in contatto con la Ferocious Records? Haha siete andati direttamente in Ohio per la firma? Scherzi a parte, però sarebbe stra-fico un tour negli USA… a buco!
La Ferocious Records era nell’infinito elenco delle case discografiche a cui abbiamo spedito l’album, ed è stata quella che fin da subito si è dimostrata davvero interessata a lavorare con noi, da parte nostra eravamo molto contenti di poter lavorare con una casa statunitense, la quale ci ha anche dato l’opportunità di entrare a far parte di piattaforme come Spotify o iTunes..
Fare un tour negli USA sarebbe davvero entusiasmante, ma purtroppo al momento le spese da sostenere per un qualsiasi tour anche solo qui in Europa risultano essere sempre proibitive, tisparano cifre assurde che non fanno altro che segare fin da subito le opportunità alle band emergenti di farsi conoscere al di fuori del proprio paese d’origine..

6. C’è un messaggio dietro alla vostra musica? Vi ritenete una band “politicamente impegnata”?
Alle: Mah guarda forse il termine “politicamente impegnata” e’ eccessivo ma di sicuro nei testi c’e’ qualche (amara) riflessione di carattere sociologico. E’ chiaro che quando incentri un album sull’influenza che hanno i media sulle persone non puoi esimerti dall’esprimere giudizi su chi ci governa e in che modo. Ad ogni modo cerchiamo di tenerci ben alla larga da diatribe di carattere ideologico.

7. Come sono i rapporti con le altre bands della vostra “home area” e non solo?
Come vedete la scena italiana al momento?

Alle: Ottimi direi, con i gruppi che sono originari delle nostre zone (i Mad Maze, gli Explorer, gli Apocalyptic Salvation, The Modern Age Slavery o gli Amassado giusto per dirtene qualcuno) abbiamo rapporti di vera e sincera amicizia ed e’ sempre un onore condividere il palco con loro (anche perche’ sono gruppi oggettivamente fighissimi da vedere).
Il concetto poi e’ esteso anche a tutte le altre zone d’Italia dove abbiamo suonato, ovunque siamo stati abbiamo cercato (potrei dire riuscendoci) di avere ottimi rapporti con tutti, senza innescare giochini perversi di invidie, dispetti e maldicenze varie.
Questo fa da incipit alla seconda domanda, la scena italiana, a mio modesto giudizio, e’ davvero spettacolare. Abbiamo un underground che secondo me se la gioca con realta’ internazionali ben piu’ blasonate; il problema sta nel fatto che, oltre alla cronica carenza di locali che facciano suonare, spesso tiriamo fuori il peggio del nostro essere italiani, ovvero il pettegolezzo. Invece di studiare, suonare e crescere come musicisti spesso ci si impantana sul chiacchiericcio e sull’invidia reciproca.
Pensate a suonare invece che perdervi in ‘ste pugnette, cazzo !!

8. Raccontateci il migliore o i migliori show che avete suonato finora.
….Il peggiore invece?
Alle: a livello di “fanboy” senza dubbio quando abbiamo aperto ai Sepultura, potete dire quello che volete su di loro: che non sono piu’ loro da 20 anni, che senza i fratelli Cavalera non hanno senso di esistere ecc ecc ma per me che sono cresciuto con loro (oltre ad averceli tatuati addosso) e’ stato un momento di pura libidine; per quanto riguarda il lato “emozionale” anche qui non ho dubbi: l’Evo.for Denis 2014 sopra tutti. Oltre ad aver contribuito nel mio piccolo ad organizzarlo, il fatto di aver suonato in memoria di un amico che non c’e’ piu’ (Denis appunto) e’ stato un qualcosa che non ha eguali per me.
Artio: Il peggior’concerto è stato qualche anno fa in un locale sito nelle colline modenesi, dove praticamente suonammo davanti alla band di supporto e loro davanti a noi..come cachet un panino vecchio di una settimana..non poniamoci domande e voi non fatele!

9. Grazie mille, a voi l’ultima parola!
Alle: stiamo tornando! Contro tutto e contro tutti quelli che non ci credono stiamo tornando!

Injury
Ferocious Records