THE BIG JAZZ DUO: intervista

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THE BIG JAZZ DUO

Eccentrici, a iniziare dal nome. Un big jazz duo che poi non sono grandi, non suonano jazz e non sono in due. Insomma stanno facendo di tutto per confonderci le idee, iniziando dal loro nuovo lavoro “Enemy” e finendo con questa esilerante intervista. Ecco a voi i Big Jazz Duo…

Di Alessandro Brambilla

The Big Jazz Duo: Partiamo dalle presentazioni, chi siete, da dove venite e perché avete messo in piedi questo progetto?
Joseph:
Ci hanno fatto domande molto simili in questura pochi giorni fa, ci avvaliamo della privacy e della facoltà di non rispondere.

Siete in giro dal 2011 e sinceramente rispetto al vostro mini d’esordio l’evoluzione stilistica mi sembra evidentissima: siete passati da un sound “core oriented” a qualcosa che si avvicina di gran lunga al deathcore con inserti sinfonici. Come è avvenuta questa trasformazione?
Pigo:
L’uso di droghe e altri minori abusi ha sicuramente caratterizzato la nostra evoluzione stilistica e compositiva. Ah, anche l’aggiunta di un componente come Joseph (chitarra) è stata sicuramente fondamentale. Poi con quella testa enorme si nota subito!

Siete una band composta da cinque teste pensanti e probabilmente dall’attitudine e dai gusti assai differenti tra loro. Cosa vi ha spinto a unirvi in questo progetto e come siete soliti lavorare sulla composizione di un vostro brano?
Thomas:
Sul fatto che siamo cinque teste pensanti avrei moltissimo da ridire, specialmente la testa di Joseph è abbastanza grande da valere per 2 o 3. Ma comunque, a noi piace solo ed esclusivamente fare casino, sputare su qualcuno e finire le serate ai minimi termini. Queste abitudini immorali pressoché identiche ci hanno spinto a stare insieme e farci forza, registrare un album che fosse più o meno quello che marcisce nelle nostre teste.
Joseph:
Per quanto riguarda la composizione, quando uno di noi è abbastanza matto o ubriaco inizia a scrivere. E noi ci adeguiamo (bevendo).

Nella biografia parlate prettamente di deathcore. Quali sono le caratteristiche di voi che vi fanno pensare di poter essere etichettati come tali?
Thomas:
Non abbiamo mai parlato di Deathcore, questo “tagging” è sconosciuto perché noi non abbiamo mai avuto lo sbattimento di etichettarci. Noi facciamo metal, tutte le varie categorizzazioni le lasciamo a voi che dovete scrivere.

Le registrazioni sono avvenute nei vostri studi personali, ossia quelli del chitarrista Fabrizio Gesuato. Come si è svolta la fase di registrazione e produzione? Quanto è difficile lavorare su un prodotto “proprio”?
Cios:
E’ molto più semplice lavorare su un prodotto proprio, originale, inedito. Questo perché è completamente malleabile ed è come un bimbo appena nato: gli puoi subito insegnare le peggiori abitudini e sai che se le porterà dietro fino alla morte.

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Sul fronte lirico nulla da eccepire, un urlatore professionista al microfono e una foga disumana al seguito. Quanto è stato complesso amalgamarsi a strutture sonore così asfissianti?
Simo:
Abbiamo un certo feeling sia a livello umano che a livello puramente musicale. Molte volte i brani sono nati senza la necessità di giorni spesi a comporre e studiare. Almeno spero, perché io non avevo così tanto tempo da perdere.

I titoli dei brani sembrano legare l’intero LP a un concept. Volete parlarci dei testi?
Thomas:
Tutti mi fanno sta domanda, e sono sempre restio a rispondere perché vorrei che gli ascoltatori si facessero un’idea personale di cosa sia il “nemico interiore”. E’ un concetto tanto ampio quanto realistico e immediato. E comunque sì, tutti i testi sono stati scritti durante un flusso di coscienza in cui mi sono sentito libero di vomitare tutte le mie ansie e i miei inquieti pensieri su fogli di carta. Se la cosa ti crea problemi non mettere questa parte sull’intervista.


Dal punto di vista live cosa dobbiamo aspettarci dal 2015 dei The Big Jazz Duo?
Joseph:
Nessuna aspettativa è la migliore delle aspettative.

La top 5 e la flop 5 del 2015?
Top 5 :
Arcadia Bursts, Drop of Fortune, Berith’s Legion, Luca Bregant, Psychotria.
Flop 5:
Nessuno, non siamo abbastanza famosi per giudicare come deludenti alcuni progetti musicali.

Il disco che aspettate con ansia?
Joseph: Quello su cui pipperemo coca, dopo l’intervista.

A voi l’ultima parola!
Grazie per il tempo dedicatoci, sappiate che se trovate qualcosa di offensivo e irriverente nei confronti di qualcuno e/o qualcosa in questa intervista , sono sostanzialmente problemi vostri. A noi frega un cazzo, anzi, siamo solo contenti di farvi incazzare con le nostre risposte insensate che generiamo in maniera randomica solo per fare cagnara. Se non sapete scherzare, andatevene affanculo. TBJD