Vultures – Intervista

VULTURES
I veronesi Vultures e il loro EP “Cross” sono una piacevole sorpresa di questo 2015,
con un metalcore moderno e tecnico quanto basta a non risultare banale.
Firealive li ha incontrati per conoscerli meglio.



Di Alessandro Brambilla

Ciao ragazzi, partiamo dalle presentazioni, chi siete e cosa fate?
Siamo una band metal/metalcore di Verona composta da Simone (voce), Matteo (chitarra), René (chitarra), Fabrizio (batteria) e Stefano (basso).

Il progetto Vultures ha preso piede di recente, cosa vi ha spinto a provarci e quali sono stati i primi passi fatti a livello di band?

Innanzitutto ci teniamo a precisare che proveniamo tutti da realtà musicali sempre della zona di Verona, tuttavia il nostro punto di unione è la nostra passione per la musica metal: abbiamo quindi deciso di creare un progetto metalcore moderno.

Arriviamo quindi a “Cross”, un EP che ha il compito di aprirvi le strade nell’affollato contesto discografico. Cosa vi ha spinto coi tempi che corrono a uscire con un mini di pochi brani? La curiosità di capire come verrà recepito il vostro progetto o che altro?
In realtà, avremmo avuto materiale per far uscire un vero e proprio CD. Tuttavia avevamo una certa urgenza di presentarci sulla scena metal. Così abbiamo scelto cinque brani, tra i più rappresentativi che abbiamo composto e li abbiamo inseriti nell’EP.
vultures_band_intervista_2Tra l’altro l’EP è stato licenziato da This Is Core Records.
Come siete arrivati a loro e come stanno andando le cose?!
Personalmente ci troviamo molto bene: This Is Core è molto attiva nel supportare la scena underground e sta facendo un grande lavoro di promozione in questo senso.

La vostra proposta richiama da vicino ciò che va per la maggiore oggigiorno in fatto di metalcore, ossia un uso dosato di breakdown, suoni cristallini e un cantato in your face che lascia poco spazio ai dubbi. Come nasce un vostro brano? Qual è stata la maggior difficoltà in sede di composizione?

Le canzoni possono nascere in diversi modi: magari jammiamo in sala prove, nasce un’idea, un riff e da questo partiamo a scrivere l’intero pezzo tutti insieme, oppure un membro trova un’idea la registra e in secondo momento ci troviamo per elaborarla. L’aspetto più difficile a livello compositivo è stato mettere d’accordo cinque teste… Cosa non facile perché quando componiamo siamo un fiume di idee, ma spesso è difficile scegliere cosa tra numerose valide alternative e farle rientrare in pezzi di 3, massimo 4 minuti!

La produzione come dicevamo è ottima, capace di mettere in risalto ogni singolo strumento. A chi vi siete affidati e come è stata svolta la sessione di registrazione/produzione?
L’Intero EP (mastering escluso) è stato realizzato da Tommaso Canazza presso RockHour recording Studio di Arcole (VR). Tommaso è stato sempre gentile e disponibile durante tutte le fasi di registrazione e soprattutto non ci ha lasciati andare finché non abbiamo ottenuto il suono che volevamo ottenere. Ci ha dedicato ore e ore di lavoro e per questo gliene siamo riconoscenti.

Quali dischi ascoltavate una volta in studio?

I nostri principali ascolti in quel periodo, per la scelta dei suoni sono state band inglesi come Bring Me The Horizon (“Sempiternal”) e Architects. Abbiamo voluto sperimentare sonorità diverse, registrando un disco metalcore con suoni il più naturali possibili (batteria registrata, chitarre registrate con ampli fisici) e pensiamo che questo sia il vero punto di forza a livello sonoro dell’intero EP e che lo piazza decisamente in controtendenza con rispetto ad altre produzioni metalcore superprodotte e digitali al massimo.
vultures_band_intervistaA cosa dobbiamo un titolo come “Cross”?
Il titolo è è simbolico: “Cross” rappresenta una croce metaforica, un fardello che ognuno di noi è costretto a portarsi sulle spalle nella vita di tutti i giorni. L’EP ha dunque un filo conduttore: ogni brano analizza un differente stato d’animo legato alle sofferenze e alle ingiustizie che dobbiamo sopportare costanetemente e che si risolve attraverso una catarsi nella musica, unica ancora di salvezza.

Guardandovi attorno, quali band italiane sentite più vicine al vostro progetto
in fatto di collaborazione e amicizia?
Sicuramente stimiamo molte band underground venete, anche se a Verona non esiste una vera e propria scena metalcore.

Parliamo del videoclip che di recente avete pubblicato.
Qual è il suo concept e per quale motivo avete scelto quel brano?

Per il videoclip abbiamo scelto di proposito un brano cupo sia per sonorità che per tematica trattata: “Erase Future/Delete Past” è un invito a vivere il momento senza preoccuparsi troppo di cosa pensano gli altri. Il che riflette in qualche modo la genuinità e l’immediatezza della band: non ci sono sovrastrutture, tutto è così com’è (e questo è visibile anche dal video, niente fronzoli, tutto “in your face”).

Dal punto di vista live come vanno le cose? Cosa dobbiamo aspettarci sempre in chiave live
nella seconda parte di 2015 dai Vultures?

E’ dall’autunno 2014 che non ci fermiamo neanche per respirare tra videoclip, uscita di songoli, EP e diversi live. In questo momento stiamo organizzando le idee e programmando nuovi live in Italia e all’estero e lavorando su nuovo materiale che uscirà nell’autunno 2015.

Come influenze ho citato Architects e Blessthefall, pensate siano nomi che possano
centrare con voi?! Ce ne sono altri?
Certo, sicuramente guardiamo con ammirazione questa nuova schiera di gruppi metalcore britannici come Architects, Bring Me The Horizon e While She Sleeps che annoveriamo tra le nostre maggiori influenze assieme agli onnipotenti Pantera (un punto fisso per chi suona metal) ma in generale, poiché proveniamo da differenti realtà musicali, cerchiamo di non limitarci a un genere e basta e ascoltiamo sempre un pò di tutto (purché sia buona musica).

Vultures
This Is Core Records